LaChiesa
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Facciata La facciata imponente resta seminascosta fra stradine antiche. Si ha l'impressione di sovrapposizione di stili diversi : nella parte superiore arieggia il rinascimento, mentre il portale col resto dalla parte inferiore è barocco : una grande gradinata conduce all'ingresso principale.
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Interno Concepita la chiesa a croce latina. Entrando si ha la percezione dell'imponente aula coperta da una botte lunettata e unghiata. La volta si incrocia con quello del transetto, al centro del quale sul grande arco di capo croce si legge l'iscrizione del responsabile dei lavori "Mast. Antonio Maldarizzi MDCLXXXI". L'erezione della nuova chiesa fu un'operazione economicamente impegnativa. Le ultime due cappelle furono completate soltanto nel 1743, come si legge sul cortiglio in alto sull'arco d'ingresso di ciascuna cappella. L'intera fascia esistente sul cornicione marcapiano, su cui si imposta la volta di copertura, fu decorata con una singolare teoria di fregi a motivi floreali, intervalla, in corrispondenza delle paraste, delle raffigurazioni di animali fantastici e simbolici. Più singolari ancora i volti umani raffigurati, anche perchè è difficile stabilire se si tratti di esecutori o committenti. La decorazione è stata riportata alla vista nel 2000.
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Il Pulpito L'originale pulpito in legno un tempo decorato con una splendida decorazione. Ora sono presenti decorazioni di simboli dell'ordine domenicano e della pratica devozione del S. Rosario.
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Cappelle lato sinistra Battistero : soppresso l'altare, fu adibita nel 1950 per dev.Fam. Stasi, a fonte battesimale in marmo di Carrara. L'altare era dedicato a San Tommaso d'Acquino come dimostra la grande tela del 1685 che raffigura il santo domenicano cinto dagli angeli., di Lucrezia Ubaldini da Bari.
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S. Antonio , con cinque tondi con fregi a motivi geometrici nei quali allogiavano tele raffiguranti santi vescovi domenicani, sistemati a corona intorno al dipinto principale con la prima santa titolare dell'altare e cioè S. Rosa , anch'essa domenicana. Successivamente e per tutto l'ottocento l'altare fu dedicato alla Madonna del Carmine di cui traccia è una statua terzina nella cappella. |
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| SS.ma Annunziata , titolare della prima chiesa, completata nel 1743, è stata completamente rinnovata nel 1941 per opera dei congiunti Mastrobuono e dedicata al Cuore di Gesù. Attualmente racchiude la tela seicentesca dell'Annunciazione restaurata nel dicembtre 2000. | |
Transetto di sinistra Altare Madonna del Rosario, in stucco dipinto, la nicchia contiene la statua lignea, di pregevole fattura, soprattutto per i preziosi ricami in oro della veste amaranto e del manto celeste fatti indossare per la festa. Circondata da 15 litografie dei misteri del rosario. Un tempo inquadrava la splendida tela ora collocata la centro del coro. Un dipinto raffigurante la Madonna del Rosario è posto alle spalle dell'altare. |
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Cappelle lato destro S. Lucia , rimaneggiata e dedicata a questa santa nel 1952 a dev. Fam. Larizza. Era dedicata a S. Pietro da Verona , martire domenicano. S. Giuseppe , dedicata al santo per volere di Mons. Riezzo negli anni sessanta, semre dedicato a San Vincenzo Ferreri domenicano, veniva festeggiato dai muratori loro protettore, la pesante statua lignea del '700 ora è collocata in una nicchia secondaria sul lato descro dell'altare del Rosario.
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| Crocifisso , altare ricco di stucchi, putti e cartigli. Un pregevole crocifisso ligneo del XV sec. ha lasciato il posto all'originale tela seicentesca della crocifissione restaurata nel gennaio 2001. Il crocifisso ligneo è stato restaurato. | |
Transetto di destra Altare San Domenico , arricchito da decorazioni con tre colonne per lato e timpano spezzato con al centro una tela del Padreterno, circondata da una splendida cornice in legno con fregi e putti a foglia oro e argento meccato, lastatua del santo titolare, in legno di pregevole fattura. Prima inquadrava la tela raffigurante il famoso episodio del miracolo di Soriano, ora collocato sul portone d'ingresso. |
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Altare Maggiore Lo spazio presbiterale è definito da una balaustra in pietra, ampi gradini portano all'altare maggiore imponente e barocco, sul quale di recente è stato messo in luce l'originario ciborio di pietra arricchito da una corona e drappi scolpiti. Ai lati dell'altare è ripetuto uno stemma nobiliare e sul paliotto., incorniciato da un ricco decoro di volute, il simbolo domenicano del cane con la torcia sormontato da una corona regale con pietre colorate incastonate. Arricchisce l'altare un parato di candelieri lignei del '700 in argento meccato, opera di maestri napoletani. Nel presbiterio una lapide ricorda i privilegi e la concessione dell'indulgenza plenaria all'altare , nel 1727, da parte del pontefice Benedetto XIII domenicano.Due angeli in cartapesta con torcia sono posti in adorazione sull'altare, sino al 1930 erano presso un monumento ai Rosarianti caduti della prima guerra. |
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Organo Sovrasta la chiesa l'organo a canne il più grande delle chiese della città. Del XVII sec., a tre scomparti decorato da numerosi intagli, troneggia lo stemma della confraternita del Rosario. |
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Presepe In chiesa è presente un meraviglioso presepe in catapesta composto da 15 personaggi di 50 cm. di altezza, opera molto probabile del cartapestaio leccese Cav. Raffaele Caretta. |
Via Crucis 14 Riquadri raffiguranti il cammino di Cristo al Calvario fanno da cornice all'interno della chiesa. Opera mirabile del cartapestaio leccese Cav. Raffaele Caretta. |
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Il Campanile In posizione eccentrica rispetto al grande complesso della chiesa e dell'ex convento. Alto con tre campane. Sopra vi è un orologio, con numeri romani, del 1582. |
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