Direttore e Padre Spirituale è il Sac. don Francesco Paolo Maldarizzi. Sotto Direttore il Sac. don Giovanni Cassano". Ancora, in una relazione del priore della Confraternita Pietro Di Palma il 24 marzo 1877 al vescovo Mons. Mariano Positano: "la chiesa di San Domenico è posta nel mezzo di questa Città di Castellaneta; e fu fondata nell'anno 1681 e fu servita dai Pp.
Domenicani fino all'anno 1808. Soppresso il Monastero dei Domenicani in questo Comune nel tempo dell'occupazione militare, la chiesa-di San Domenico fu ceduta a questo R.mo Capitolo, il quale nell'anno 1832 la cedette alla Confraternita del SS.mo Rosario istallata in detta chiesa... la chiesa di San Domenico per ciò che riguarda le sacre funzioni che si celebrano in essa durante l'anno, è servita dal Rev.do don Giuseppe Loforese rettore di detta chiesa". Mons. Fra' Giocondo De Nittis invia nel 1887 attraverso la S. Visita, le "Regole della Confraternita_ "{ Confratelli devono esercitarsi sull'esempio vicendevole,negli atti di religione ed esercizi di pietà per adempiere con maggiore fervore ai doveri cristiani. Si impegneranno, nel santo timor di Dio, ad amare sopra ogni altra cosa di adempiere ai precetti di Santa Romana Chiesa Cattolica e far della vera carità verso il prossimo e verso gli aggregati che debbono considerarsi veri fratelli. Accostarsial Sacramento della Penitenza e d_II'Eucaristia. La veste, un camice bianco cori cappuccio ed una mozzetta di seta nera con frisi cremisi, fascia corrispondente alla stessa cinta. Nella sinistra vi sarà attaccata una medaglia con l'effigia della Vergine del Rosario. Tutti potranno usare il cappello. bianco e le scarpe alla domenicana, con due bottoni di metallo sul petto dei piedi.
AI Priore, in pubblico è consentito l'uso del bastone nero". Scorrendo lo statuto apprendiamo anche la presenza del Padre Spirituale, fra gli iscritti ci sono anche le donne con divieto però di funzioni nell'amministrazione. Seguono le modalità di ricezione dei fratelli associandi. C'è tutta una trafila, con domanda di accettazione, noviziato, vestizione, fino all'ammissione completa. Nel culto dei morti, la Confraternita del Rosario si è sempre distinta caratterizzando il suo impegno con una serie di manifestazioni che si svolgevano dentro e fuori la chiesa dei domenicani. Con una nota finale: "La Congrega del Rosario di Castellaneta è ascritta all'Arciconfraternita del SS. Rosario di Roma".Il 3 maggio 1895 il Priore della Confraternita, Amati Domenico, invia al Vescovo fra' Giocondo De Nittis un elenco dei Confratelli iscritti alla Confraternita, ben 58 uomini. Per un breve periodo della Confraternita e della Chiesa di San Domenico è come se si fossero perse le tracce. E' certo che, agli inizi del secolo, non attraversò momenti felici. Merita un ricordo l'opera infaticabile di don Martlno Loforese, nato il 7settembre 1875, il 24 diçembre 1899 Canonico della Cattedrale, ordinato sacerdote il 10 marzo 1900 da Mons. Giocondo De Nittis, Rettore della chiesa San Domenico dal 1912 al 1941 anno della sua morte. Durante la prima guerra mondiale, don Martino era Sergente Maggiore e svolgeva il suo servizio all'Ufficio Sanitario di Bari. Veniva a Castellaneta di domenica per celebrare la messa e svolgere il suo apostolato di carità. In quegli anni "questa chiesa appare abbandonata, in parte, adibita a fienile". Fu restituita al culto, grazie all'opera del canonico don Martino. Finita la guerra iniziò il restauro della chiesa finanziato dai fondi ricavati dalla raccolta di stracci, ferri vecchi e capelli. Eresse nella chiesa, sulla destra (attuale altare S. Lucia) un monumento ai caduti di guerra. Il monumento di cartapesta raffigurava un soldato caduto e sorretto da un angelo e due con torce (oggi è rimasto solo come ricordo: una cartolina e i due angeli sull'altare maggiore). Sul monumento, don Martino volle l'elenco dei cittadini caduti in guerra.
Si devono a lui i quadri della Via Crucis, i pupì del presepe, l'istituzione dell'Opera del Rosarianti il 15 Agosto 1921 e dell'Opera del Pane di Sant'Antonio. Una lapide, affissa in chiesa, ricorda l'opera svolta da questo uomo e prelato, una foto è esposta nella sacrestia. |