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La devozione, in Castellaneta verso la Vergine Maria sotto il titolo di Mater Christi, risale al tempo del vescovo Carlo Antonio Agudio, milanese (1650-1673). Ma già nel 1600 esisteva una chiesa in condrada Palma Mater Christi. L'edificio architettonicamente modesto : barocco semplicissimo sorge a circa un chilometro dall'antica Porta Piccola della città. Formata da un solo ambiente, quasi rettangolare. In una nicchia nel presbiterio vi è una statua lignea della Mater Christi, opera del napoletano Citarelli (prima metà dell'800). |
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Sorge sul sito di una precedente chiesa che, secondo un' antica tradizione, sarebbe stata la più antica della città. Anticamente denominata S. Maria del Caputo. L'attuale edificio risale al 1740 circa ed è stato realizzato utilizzando probabilmente le strutture di una precedente chiesa. L'interno, a navata unica, conserva un pavimento in maiolica del 1881. le notizie sono fornite da Aurelio Miccoli, "le chiese del Centro storico di Castellaneta", e dal parroco don Francesco Alfarano |
Benvenuti in San Domenico
Benvenuti nella casa della lode e dell'adorazione! Questa chiesa è stata eretta dai frati domenicani. Visitatela e godetene, sia pur nella semplicità il fascino.
La Storia
Il primo Convento (1412) era dedicato alla SS.ma Annunziata, poi quest'ultima usata come ossario. Il passaggio alla denominazione attuale si colloca tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo quando si diede inizio alla ristrutturazione del complesso.I lavori terminarono nel 1681, la Chiesa è rimasta incompiuta sia nella facciata sia all'interno di alcune cappelle. Nel 1809, con la soppressione degli ordini religiosi il convento fu ceduto al Comune ed adibito ai vari usi civili. La Chiesa ebbe vari restauri, nel 1775, nel 1892 ad opera dei confratelli del Rosario, e nel 1926. Alle spalle della Chiesa un magnifico campanile. Parrocchia dal 27 maggio 1939 con decreto del vescovo Mons. Francesco Potenza. In occasione del 60° anniversario, l'9 maggio 1999, la chiesa ha ricevuto un reliquia di S. Domenico dalla Basilica del Santo in Bologna. A Castellaneta i "fratres Ordinis Praedicatorum" - i frati domenicani - si stabilirono in un periodo in cui la città apparteneva al Principato di Taranto, in Virtù dell'interessamento dello stesso Principe Filippo II, devotissimo come suo padre dell'Ordine, essendo peraltro vescovo di Castellaneta il domenicano Fra' Tommaso da Sulmona, fu nominato alla cattedra vescovile nel 1376, confessore e consigliere di Filippo II.
Rientrano nel territorio parrocchiale le rettorie : Maria SS.ma Assunta, Mater Christi e S.Maria dell'Aiuto.
Chiesa S.Maria della Luce o Maria SS.ma Assunta o S.Maria del Pesco
è l'unico esempio, oltre al campanile della Cattedrale di arte gotico-angioina presente a Castellaneta. La denominazione S. Maria della Luce deriva da una antica legenda che vuole la chiesa edificata per ex voto da un capitano di mare, il quale durante una furiosa tempesta, affidandosi alla Madonna dell'Assunta, fu salvato da una luce che simile ad un faro lo condusse in salvo. La struttura della chiesa, che segue l'andamento digradante del terreno, richiama infatti, quella di una nave, pronta a salpare nel mare di pietra della gravina. La chiesa fu innalzata negli anni a cavallo tra il XIII ed il XIV secolo come si rileva da un epitaffio, ritrovato in sede di restauro (oggi al di sopra di uno dei due varchi di accesso dalla chiesa all'insediamento rupestre). Il restauro ha portato alla luce alcuni affreschi, la cui cronologia varia dal XIII al XVI secolo. La Madonna con Bambino benedicente, che proviene senza dubbio dalla decorazione parietale della cripta, si può attribuire alla fine del 1200.



